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EUTIKIA ... festina lente
23rd Jun 2018
~~L’Atlantico di Eutikia. Dalle Azzorre all’Europa.


14 giugno 2018.  Sao Miguel.
Partiamo dal marina di Ponta Delgada alle 14.30, forse un’ora come un’altra, ma non è così. Nei limiti di quel ragionamento un po’assurdo che vorrebbe prevedere il quasi imprevedibile come avviene con le previsioni meteo a medio, lungo termine, mi par di vedere una finestra decente verso Gibilterra, o almeno verso la costa sud portoghese o spagnola. Il percorso deve tener conto di tre componenti , in sequenza: l’attraversamento della famosa Alta delle Azzorre, quasi sicuramente a motore, l’impatto poi con l’aliseo portoghese da Nord Nord Est con sicuro ventaccio e onda, e, infine, l’entrata a Gibilterra, da non farsi con il famigerato levante, giusto in prua. Ma è alla fine, e nel frattempo cambieranno molte cose. Raccolte tutte le ultime notizie con il supporto assai prezioso di Maurizio, ci diamo segnale verde e partiamo. Sino al tramonto sfiliamo la costa Sud dell’isola, davvero assai interessante, costa alta e ripide colline verdeggianti. Avremo un bel ricordo di queste Azzorre. Per cena, tutti e tre a tavola, tranci di tonno con una nuova ricetta squisita, da ripetere! La notte passa tranquilla a motore, salvo che per Marina che. durante il suo primo turno, deve vedersela con due pescherecci. Ennio poi mi passa le consegne e io arrivo sino all’alba con qualche nuova piantina meteo via satellite. Per ora tutto confermato. 145 miglia, tutte a motore.
15 giugno
Giornata coperta all’inizio, poi bel sole, quasi mediterraneo. Solo una nave. Abbiamo rabboccato completamente il serbatoio con quasi 80 lt e, a conti fatti, abbiamo consumato 3,1 lt ora a 1.600 giri, velocità 5.7/6 nodi con corrente laterale da NNW, tutto sommato non un gran consumo. Nessun delfino, solo qualche isolato uccello. Tutto il  mare sta perdendo vita, anche gli oceani. Ennio ha preso un po’ di sole in coperta, Marina ha preparato i broccoli per la pasta della cena ed io mi sono dedicato, come sempre, a scaricare via IridiumGo i dati meteo.. Per ora si riscontrano lievi miglioramenti nell’intensità del vento, ma quello che più mi fa pensare e l’onda assai viva al traverso, anche 3 metri. Per questo stiamo salendo verso un WPT che dovrebbe consentirci, scendendo poi, di prendere il moto ondoso almeno leggermente a poppavia del traverso. Per ora i modelli sono abbastanza simili e i suggerimenti di Maurizio confortanti: il peggio dovrebbe durare una giornata. Vedremo, per ora dobbiamo ancora raggiungere il wpt a 39°20 Nord.  18°00 Ovest.
16 giugno
Bella giornata di sole dopo un’alba grigia e nuvolosa con qualche goccia. Ormai è così: di giorno tepore primaverile e raggi di sole, di notte si copre e addio stelle. Ma salutiamo il primo spicchio di luna. Il meteo continua a dare questo aliseo portoghese da Nord Est intorno ai 25 nodi e onda sui 2 metri e mezzo, il tutto appena in calo. Dovremmo prenderli al traverso, se rinforza dovremo poggiare di qualche grado, allontanandoci però dal Capo S.Vincente, nostra meta. Di Gibilterra neppure a parlarne: levante in arrivo. Speriamo di trovar ormeggio al marina di Portimao. Costa Sud del Portogallo Per ora le condizioni meteo corrispondono ai modelli previsionali e anche la notte passa come da attese. Meglio così. Qualche ora di sonno tranquillo fa assai bene, mentre la barca con qualche metro di tela in meno sta ben in assetto senza perdere troppo in velocità. Preferisco il confort a bordo a qualche ora in più nel precorso complessivo. Chi è in turno ha comunque il suo bel da fare: le navi in transito sono assai numerose e spuntano sul radar, quasi sempre da prua. Ne rileviamo anche tutte le caratteristiche attraverso l’AIS. Resta comunque il fatto che noi vediamo loro sul nostro AIS, spesso a grandi distanze, ma loro vedono noi solo nel raggio di 8, 10 miglia al massimo, come ho accertato chiamandole per verificare se mi vedevano. Noi siamo bassi e l’uscita del segnale non è un granché. Quindi occhio gente, non confidate troppo d’esser visti.
17 giugno.
Continuiamo verso  il WPT, cioè verso Est, anche se ormai è chiaro che dovremo puntare un po’ più a Sud. Il vento da Nord Est incomincia a farsi sentire e dobbiamo poggiare. Per ora l’intensità è assai gestibile, ma nel pomeriggio aumenterà. Vedremo. Ed eccoci al tramonto arrivano i 15, 20 nodi con qualche raffica più vivace. Riduciamo vela, ma non posso poggiare come dovrei, ormai sono quasi 30 nodi. Sta arrivando la Global Electra, un bel cargo di 220 metri, da sinistra. L’incrocio è perfetto. Il punto più vicino di accosto è uguale a zero, ovvero collisione. Le miglia si accorciano e la situazione non cambia. Non poso cambiare rotta. Se poggio, non so comunque se basta e poi avrei difficoltà di manovra, A orzare, impensabile con 30 nodi. Aspetto e decido di chiamarla appena sotto le 8 miglia. “Global Electra, this is sailing vessel Eutikia, copy ? “ e subito mi risponde un inglese con ll caratteristico accento indiano “ Yes, copy you! “ Gli spiego la situazione e gli chiedo se vede il mio segnale AIS. Indugia, capisco che la cosa non è poi così evidente. Alla fine mi conferma: mi vede ! Meno male, è già molto. Concorda sul fatto della rotta di collisione e gli chiedo di deviare sulla sua sinistra, port side, per lasciarmi a destra e passarmi ben chiaro a prua. Potrei così controllare per bene il suo passaggio, puntando alla sua poppa. Ci accordiamo di stare in ascolto sul 16 VHF. Mi piazzo di fronte ai monitors, Radar, AIS e PC e cerco di accertare gli attesi cambi rotta. Niente, per altre 4 miglia. Ma che abbia capito ? Lo richiamo “ E allora, capitain, qualche grado in più alla tua sinistra sarebbe molto gradito” E finalmente, dopo qualche minuto vedo la sua rotta modificarsi, ma proprio quel tanto che basta per passarci a meno di mezzo miglio a prua, mentre resisto in bolina con onda che monta. E quasi buio che finalmente posso poggiare, diretti verso il Capo S Vincent., 380 miglia.
18 giugno
La notte inizia e passa con vento in crescita e mare che per ora non vediamo, per fortuna, ma assai mosso. Ormai sono stabili 30 nodi, ma è molto rafficoso tra i 25 e i 35 nodi e passa.. Siamo in bolina larga, sui 70/75 gradi, a tratti 80. Ormai è burrasca bella e buona. Un sicuro forza 7. Altro che 20, 23 nodi e mare poco più di 2 metri. Non posso poggiare più di tanto, mi tengo la poggia se va verso i 40 nodi, andrei troppo lontano dal Capo. All’alba la situazione è davvero grigia, in tutti i sensi. Nuvolaglia bassa e scura incombe su di noi. Cordoli grigi si ricorrono richiamando rinforzi di vento. Il mare è sui 3 metri, almeno, e le creste spazzano la coperta e sbattono rumorose sui fianchi. Eutikia mantiene la calma, almeno lei, sale e scende abbastanza tranquilla, mentre il vento non cessa di fischiare, ululare, tra le sartie e nelle nostre orecchie. Non c’è niente da fare. Dobbiamo solo aspettare che si sfoghi. Maurizio e i modelli indicano che nel pomeriggio dovrebbe calare, almeno un po’, Speriamo. Alle 18.00 in punto, esattamente come annunciato da Maurizio da Ancona, scende un po’. Ora la situazione diventa più gestibile, anche se gli incroci con le navi continuano.
19 giugno
Il vento finalmente ci da un po’ di tregua, Fischia meno e durante la notte riusciamo a riposare qualche ora. All’alba Eutikia fa decisamente rotta sul WPT posto accanto al Capo e riusciamo a tenere un buon passo con un vento sui 20, 25 nodi che sembra però in calo. La mappa del vento prevede una repentina uscita dal flusso verso Sud Est. Così accade che quasi di botto, come se qualcuno avesse spento il ventilatore, le vele sbattono, si controventano e ci fermiamo. Eutikia balla in un mare infernale, onde di 3 metri ci sollevano e ricadiamo nei cavi,  le crestine continuano a spumeggiare, quasi inerti. Accendiamo motore e via tra montagne russe d’acqua. Mare grigio, cielo grigio brumoso. Mai successa una cosa simile. Per fortuna abbiamo l’iron wind, il vento di ferro, come gli inglesi chiamano il motore ! Dopo qualche ora usciamo in un mare meno formato e allunghiamo il passo. Ora si tratta di capire cosa troveremo lungo la rotta. Il tempo è molto instabile e una Bassa tra Gibilterra e il Golfo di Cadice può complicarci la vita. Dopo cena, al primo turno Marina incomincia a vedere lampi un po’ ovunque. Sul radar le zone temporalesche sono abbastanza circoscritte e riusciamo, con un po’ di fortuna ad evitarle. Ora non resta che aspettare l’alba. Maurizio ci invia gli ultimi aggiornamenti. Per la notte nulla da segnalare, nessuna ulteriore zona temporalesca. Il giorno dopo non dovrebbero esserci venti importanti da Est. Speriamo.
20 giugno
Le ultime notizie meteo sono abbastanza confortanti, anche se potremmo trovare un secco 15 nodi da Est, proprio in prua, una volta doppiato Capo S. Vincente verso Portimaio. Le zone temporalesche sono un’ulteriore rischio poiché una bassa continua a muoversi verso il golfo di Cadice a risalire verso Nord Ovest, verso di noi.. Al mattino, al mio turno con inizio 3.30, do uno sguardo assonnato fuori e resto di stucco. Mi sembra d’esser l’Olandese Volante, galleggio in un mare di nebbia. Non vedo quasi neppure l’acqua. Non mi resta che seguire esclusivamente la navigazione strumentale: Radar e Ais. Per fortuna nessuno in giro. Al mattino un cerchietto rosso perfora le basse brume. Il sole finalmente. La visibilità aumenta, ma le ore del motore crescono. Non una bava. Mancano 100 miglia, non resta che accelerare, se possibile. Meglio arrivare prima del tramonto. Mentre lo Yanmar ce la metta tutta, a oltre 2.100 giri, continuo a monitorare il meteo. Pare che il vento da Est non ci sarà, meglio così. Alle prime luci, ancora fumose e incerte, cerco sul radar eventuali targhet. Tutta la notte, niente. Possibile ? Ma ora capisco il perché. Siamo ormai nei pressi del Capo e tutto il traffico è concentrato nei canali virtuali, obbligatori per tutto il traffico marittimo a Ovest del Capo nella verticale Nord-Sud. Passiamo così il resto della giornata ad evitare questo traffico ordinato, mentre procediamo ortogonali verso Est.. Nel pomeriggio ne siamo fuori, mentre la costa appare prima sul radar e poi sottile e nera all’orizzonte di sinistra. Il resto è senza storia. Ancora qualche ora di motore e siamo di nuovo in Europa dopo 11 anni.


Segue una nota, curata direttamente da Maurizio, a commento della complessa situazione meteo incontrata da Eutikia:
“Guardando le immagini mi sono chiesto come mai EUTIKIA sia partita verso Gibilterra nelle peggiori condizioni sinottiche che ogni manuale scrive e avverte di evitare?
Cioè di partire con l'Alta sulle Azzorre e una Bassa in Spagna, proprio come da foto allegata? Ben 39 Kts misurati al satellite ASCAT per il rilevamento del vento reale con radiometro, e da simbolo sinottico 35 della barbetta sulla analisi al suolo.

Nei piani previsionali a lungo termine letti alla partenza quella situazione di fatto non esisteva!
Perchè allora non è stato previsto? Hanno sbagliato i modelli?

Quell'area di Bassa relativa si è sviluppata in seguito alla forte spinta di aria calda che dall'Africa è risalita a Nord. Oggi nelle mappe infatti è molto evidente il lungo promontorio di Alta pressione che si formata! Ma quel promontorio non era prevedibile?

Queste spinte in senso meridiano così veloci sono la risposta ai cambiamenti climatici in atto, sono gli anticicloni africani, oggi sempre più frequenti e vanno ad interferire con l'arrivo nel Mediterraneo del Promontorio dell'Alta delle Azzorre.
L'Alta delle Azzorre oggi come oggi non può far altro che stazionare in Atlantico, al massimo può salire più a Nord, proprio come accade adesso. Non è normale nel periodo climatico per le nostre regioni del Mediterraneo essere invasi da aria Africana al posto della ben più mite aria delle Azzorre.
I fenomeni associati a queste incursioni calde dall'Africa sono violenti temporali, sferzate di vento, alluvioni, e non per ultimo il richiamo di masse di aria Polari fredde! Quello che stà accadendo nel reale di adesso!
Quindi sì ai modelli, non però a quelli a lungo termine. Si vive nell'immediato, non nel futuro!”


Buon Vento a tutti dall’equipaggio di Eutikia. Ora verso Gibilterra.



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