girogirotondo
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Un nuovo giorno o un giorno nuovo Il ruggito del mare qui è più forte che altrove. "Pacifico", lo chiamano... Buffi i pescatori. "Attraccano" le loro barchette sulla riva lanciandosi come pazzi a tutta velocità ed alzando il motore dall'acqua all'ultimo istante per scivolare poi almeno 5-10 metri sulla sabbia in una perfetta coordinazione di pensiero e azione. Poi il ritmo riprende lento. Recuperate le reti, devono sbrogliarle e ripiegarle... lo fanno lavorando insieme, apparentemente senza pensare, con azioni che si ripetono uguali e meccaniche giorno dopo giorno. Così per anni. Nascono pescatori da queste parti, in questo lato del mondo. Ma, a volte, si inventano "guide" per i turisti... solo per guadagnare un pezzetto di vita in una maniera più facile e veloce, quasi apprendendo dagli stessi "gringos" che esiste una velocità diversa dalla loro, una vita "fast-forward"-accelerata, almeno in paesi lontani. Il colore dell'acqua è marrone... oggi niente bagno... non si può nuotare. Troppo agitato il mare... che continua ad alzare prepotente la sua voce. Piove a sprazzi, è la stagione... per questo nessuno se ne importa, almeno finché non si trasforma in acquazzone. Gazze volteggiano in aria, cullate dal vento e richiamano la mia attenzione... sembrano dirmi: guardami sono libera! Invidiami! E così é... almeno in parte... Essere un ala, tagliare il vento, piegarlo ai miei desideri, alla mia strada... questo vorrei... ora. Ma i miei passi, benché più pesanti e vincolati al terreno, seguono le stesse rotte... se ne vanno nella stessa direzione... Sono loro a comandare... mi portano in giro fluttuando sulle vite degli altri, sulle miserie di questo mondo terreno, così preso da false verità, inutili convinzioni. Un grosso pellicano irrompe nella scena... inadeguato al quadro fin qui rappresentato segue la sua natura, l'istinto di cacciatore, per la sua stessa sopravvivenza. Pochi secondi ed il gioco è fatto... un altro pesce é andato. La sabbia forma una linea netta a metà tra riva ed orizzonte... è qui che si compie la "caccia". Spuma sulla spiaggia, quasi fino all'asfalto della strada. Alta marea stamani. La natura di nuovo a sciacquare la mia anima, a ripulire dalle scorie del passato il mio cuore. Nostalgia di casa in questi giorni. Mancanza di nuovi stimoli, delusione delle aspettative, voglia di avventura, "drogato dell'imprevisto"... così mi sento in un paese dove tutto sembra essere ordinato e prestabilito. Mi manca quella sensazione di insicurezza dei paesi più poveri... e l'amore della gente... che fa la differenza, sempre. Per una mattina questa sorta di paradiso terrestre lo compensa... ma gli incontri con "i locali" mi riportano alla realtà: vivere completamente isolati non fa per me... lo capisco qui, a Mazunte. Isolati, ma non troppo, in un giusto equilibrio, questo é il segreto... e spostare la bilancia ogni giorno a proprio piacimento, il vero regalo. Mi prendo definitivamente il mio tempo... osservare, ascoltare, fotografare con gli occhi "il mentre"... respirare, liberamente. Salutare Tuxla al tramonto e risvegliarsi a Potchula all'alba di un nuovo giorno, una nuova vita fatta di secondi preziosi... viaggiare mentre la terra dorme, tagliare la notte, ala libera che attraversa il presente... veliero di bolina, nel mare della mia mente.
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